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giovedì 31 dicembre 2020

Top Dicembre 2020

Questo mese ho visto l'anime in 12 episodi Noragami proposto su Netflix.

Iki Hiori è una studentessa che si ritrova a salvare la vita ad un ragazzo che stava per essere investito. Dal giorno dell'incidente il suo spirito spesso si separa dal corpo e grazie a questa bizzarra condizione riesce a vedere spettri e manifestazioni che alla gente normale sono preclusi. 
Il suo sacrificio però è stato completamente inutile perché il ragazzo che ha tratto in salvo altri non è che una divinità guerriera minore di nome Yato in cerca di lavoretti e occupazioni per poter racimolare spiccioli nell'assurdo obbiettivo di poter aver un tempio tutto per sé.
Yato è in cerca di uno Strumento Divino, ovvero l'anima di un defunto pronta a diventare un arma nella sue mani in grado di sconfiggere spettri malvagi che infestano il nostro mondo e il nostro cuore. Ben presto trova Yukine, lo spirito di un ragazzino problematico ancora molto legato alla vita.
I tre diventeranno inseparabili compagni che si sosterranno e lotteranno per proteggere e preservare la vita della gente.

Dato che l'anime conta solo 12 episodi è un po' difficile da giudicare perché è uno shounen complesso e ricco di personaggi e messaggi emotivamente importanti rivolti al peccato, al pentimento, al rancore, all'importanza di cogliere a pieno il dono della vita... oltre ad avere intorno a sé uno scenario dark/fantasy ricco di divinità ed entità spirituali tutte da scoprire.
So che la PaniniComics ha pubblicato il manga in 22 volumi (ancora in corso) che sicuramente potrà dare una visione migliore e più dettagliata di questa opera che secondo me merita un'occhiata. 
Chissà, magari a serie conclusa potrei anche pensare di prendere la versione cartacea perché ammetto di essere stata abbastanza colpita dall'infarinatura lascatami dall'anime.
Posso consigliare l'anime anche se non è approfondito perché penso sia interessante e ricco di sentimenti importanti.  
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lunedì 30 novembre 2020

Top Novembre 2020

Questo mese mi sono dilettata nella visione della serie anime in 20 episodi Nisekoi (visto che ho preso la bambolina della protagonista -QUI- dovevo necessariamente documentarmi).

Raku Ichijo è l'erede di una potente famiglia di yakuza. Il suo temperamento però è molto diverso da quello che ci si potrebbe aspettare e si dimostra sempre molto buono e timido, soprattutto con la sua compagna di classe Onodera di cui è segretamente innamorato. A quanto pare i sentimenti sono reciproci e nei vaghissimi ricordi dei due c'è una promessa d'amore fatta dieci anni prima riguardante un lucchetto che Raku possiede e la rispettiva chiave conservata dalla sua compagna.
L'idilliaco quadretto romantico viene completamente sgretolato dall'arrivo di una banda di gangster americani pronti a invadere il territorio della famiglia di Ichijo. L'unica soluzione che i capi delle bande riescono a trovare è far fingere ai loro eredi di essere fidanzati per calmare i bollenti spiriti dei loro sottoposti. Raku conosce così Chitoge Kirisaki, una vivace ragazza bionda che diventerà suo malgrado una riluttante e violenta fidanzata distruggendo i suoi sogni d'amore... ma i due si erano già incontrati da piccoli e anche Chitoge possiede una chiave. C'è qualcosa che non torna... 

Nonostante la trama sia un classico estremo fatto di promesse d'infanzia non molto chiare e triangoli amorosi (che sfociano nel genere "harem" che a mio parere si poteva benissimo evitare), ho trovato questo anime molto molto grazioso.
Le gag dovute alle rispettive famiglie malavitose sono ben orchestrate, ci sono simpatiche citazioni sul genere romantico che fanno sempre sorridere (tra capelli mossi da brezze inesistenti e scintillii improbabili) e soprattutto mi è piaciuto il livello tecnico dell'opera con disegni, colori, animazioni, sigle e regia estremamente gradevoli e fluidi.
Di questa serie esiste anche il manga pubblicato in Italia da Star Comics in 25 volumi ma onestamente penso sia una serie un po' lunga per la sua tipologia e su carta non credo renda al meglio quindi non farà parte di uno dei miei possibili recuperi.
Se avete voglia di passare il tempo con una serie leggera questa potrebbe essere una opzione valida.
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sabato 31 ottobre 2020

Top Ottobre 2020

Questo mese ho letto il manga Dog & Scissors edito in 4 volumi da Planet Manga.
Kazuhito Harumi è un liceale ossessionato dalla lettura e completamente rapito dai romanzi di Shinobu Akiyama. 
Un giorno, mentre resta a leggere nella sua caffetteria preferita, si ritrova coinvolto in una rapina a mano armata dove viene brutalmente ucciso.
Il suo grande desiderio di continuare a leggere (unica preoccupazione della sua anima dopo essersi resa conto della morte terrena) lo porta a occupare il corpo di un cagnolino che viene prepotentemente adottato da Kirihime Natsuno: una splendida ragazza che veste di nero, unica persona che riesce a sentire i suoi pensieri (nonostante le fattezze di cane) e che è in realtà la sua autrice preferita... oltre ad essere una sadica lunatica che usa continuamente un paio di forbici come arma minatoria.
I due avranno una folle convivenza e qualche assurdo caso misterioso da risolvere.

Il manga è tratto da una serie di light novel. Esiste anche un anime di questa storia che però non ho visto.
Personalmente ho trovato questi volumi noiosetti e talmente ricolmi di dialoghi e situazioni senza senso mirate ad una forzata comicità che non sono riuscita ad apprezzarli.
Nei dialoghi ci sono continui e ripetitivi battibecchi e ragionamenti su cose che dovrebbero far sorridere ma io... come dire... forse non sono la persona adatta a cogliere questo genere di umorismo. 
Penso che l'idea base sia brillante (una scrittrice lunatica e il suo cane nel quale risiede l'anima di un ragazzo defunto che risolvono casi insieme) ma la realizzazione spinta al continuo no sense, renda tutto molto stupido.
Mi spiace davvero ma personalmente non mi è piaciuto (ad eccezione delle copertine dei volumi); forse vedere l'anime sarebbe stata una scelta migliore... ^^
Il senso di lettura è da destra verso sinistra.
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Ho visto il film d'animazione giapponese City Hunter: Private Eyes su Prime Video.
Lo sweeper Ryo Saeba, conosciuto come City Hunter, e la sua assistente Kaori Makimura si ritrovano a fare da guardia del corpo ad Ai, una modella inseguita costantemente da loschi individui legati al suo defunto padre.
Ai è completamente inconsapevole di questo legame dato che prima di morire, il padre aveva abbandonato la sua famiglia ma come sempre, l'infallibile Ryo, grazie ai suoi fidati amici, riuscirà a portare a galla l'agghiacciante verità sulla vicenda.

Inutile spendere ulteriori parole su chi o cosa sia City Hunter perché do per scontato che un po' tutti conoscano questa opera fantastica!
Il film è del 2019 e, rispetto alla classica serie anime che conosciamo, si presenta in chiave moderna con utilizzo smartphone, lavagne digitali, droni... ad eccezione dell'insostituibile Mini Cooper rossa di Ryo.
Insomma, da l'impressione di un balzo temporale lasciando i personaggi esattamente come li conosciamo quasi fossero eterni nelle loro avventure.
La vicenda è un classico caso in perfetto stile City Hunter: una bella ragazza in pericolo, Ryo con le sue manie da porco, le punizioni di Kaori, il loro tacito e indissolubile rapporto, l'intervento dei soliti compagni di vecchia data. La piccola eccezione è un cameo, forse un po' forzato, con le tre ladre più affascinanti del pianeta: Occhi di gatto.
Ho apprezzato tantissimo l'inserimento nella colonna sonora delle varie sigle della serie animata, tutte bellissime e intramontabili.
Posso dire che questo prodotto è abbastanza carino; molto godibile per i fan della serie. 
Per chi non conosce City Hunter si presenterà sicuramente un po' incomprensibile nei rapporti fra i personaggi e soprattutto Ryo apparirà semplicemente come un pervertito dato che il suo lato cupo e drammatico è stato omesso. ^^
Personalmente l'ho trovato come una semplice parentesi nella classica storia che molti conoscono senza nulla di memorabile ma tutto sommato è un prodotto molto gradevole.


P.S. Sapevate che nel 2018 la Francia ha prodotto un live di City Hunter chiamato "Nicky Larson e il profumo di Cupido"? @_@
Io l'ho appena scoperto!
In Italia non è ancora stato portato ma sono estremamente curiosa di vederlo... spero di riuscire a trovarlo perché nel suo potenziale creepy, il trailer mi è apparso piuttosto "carino" (a modo suo). :p
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mercoledì 30 settembre 2020

Top Settembre 2020

Questo mese mi sono dedicata alla lettura dei due volumi che compongono Neo Kiseiju F pubblicato da GOEN.
Come descritto in precedenza (QUI), questi volumi rappresentano una ulteriore raccolta di storie che seguono il volume Neo Kiseiju M
Tutte le opere presenti sono ispirate la manga capolavoro Kiseiju e sono scritte da diversi mangaka di successo che in giovane età hanno potuto apprezzarlo.
Sinceramente mi ha stupita molto leggere che tanti di loro hanno avuto il primo approccio con questa serie durante la frequentazione della scuola elementare... un manga così splatter ma anche così maturo nei contenuti, non penso sarebbe mai stato preso in considerazione dai bambini Italiani come lettura (e sicuramente nessuna mamma italiana lo approverebbe per un bambino). ^^''' 
Questa raccolta/tributo può essere apprezzata solo se si conosce la storia principale; personalmente non ho letto il manga originale ma ho potuto vedere l'anime trasmesso da Netflix che è piuttosto fedele al manga (ha solo un'ambientazione un po' più moderna).

Essenzialmente la trama riguarda dei parassiti senzienti e intelligenti che infestano il cervello della gente impossessandosene. Per tutelare la propria autoconservazione cercano di eliminare la popolazione umana ma alcuni di loro comprendono che non tutti gli uomini sono solo carne da macello nonostante l'uomo stesso sia il parassita peggiore sulla Terra.

Fra gli autori di questi due volumi possiamo incontrare Asumiko Nakamura (Utsubora), Kaori Yuki (Angel Sanctuary) e Yuki Obata (Bokura ga Ita). 
Ho trovato anche molto interessante leggere i tributi di autori a me sconosciuti e scoprire diversi stili di narrazione e disegno.
Il senso di lettura è da destra verso sinistra.
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Ho visto il film d'animazione giapponese Ni no Kuni su Netflix.
Yu ha perso i genitori in un incidente aereo quando era molto piccolo e da allora è costretto su una sedia a rotelle. I suoi migliori amici sono l'atletico Haru e la vivace Kotona ma qualcosa comincia a cambiare nel loro rapporto quando i due ragazzi iniziano a provare dei sentimenti più forti dell'amicizia per Kotona.
Al ritorno da scuola la ragazza viene ferita gravemente da un losco individuo e, nel tentativo disperato di salvarla, Yu e Haru vengono catapultati in un mondo magico che in qualche modo è collegato al loro. In questo luogo infatti, la principessa Astrid, incredibilmente somigliante a Kotona, è straziata da una maledizione insinuata nello stesso punto dove la loro amica è stata colpita.

Il film è ispirato da una serie di videogiochi fantasy che seguono più o meno la stessa trama.
Il design dei personaggi rincorre lo stile Ghibli perché è proprio lo Studio Ghibli ad aver contribuito alla creazione del videogioco.
La regia è stata curata da Yoshiyuki Mamose che ha collaborato con lo Studio Ghibli ma non raggiunge assolutamente il livello di film della stessa produzione e tanto meno il livello narrativo dei videogiochi (incredibilmente ho giocato per un po' a "Ni no Kuni, la minaccia della strega Cinerea" quindi mi permetto di fare un misero paragone).
Con animazione e CG si sarebbero potuti sforzare un pochetto di più.
Purtroppo la storia ha molto da raccontare e il film sembra davvero frettoloso; probabilmente se ne avessero fatta una mini serie anime, sarebbero riusciti a narrare meglio gli avvenimenti e far appassionare maggiormente lo spettatore. In fondo i buoni presupposti ci sono dato che si trattano temi sull'adolescenza, amicizia, perdita e amore.
Posso dire che risulta un semplice film di intrattenimento, grazioso per i fan del videogioco ma nulla di più; purtroppo non riesce ad essere coinvolgente o lasciare il segno per qualche sua particolarità.
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lunedì 31 agosto 2020

Top Agosto 2020

In questo mese di fuoco sono riuscita a vedere solamente il film d'animazione giapponese Ride Your Wave disponibile su Prime Video.

Hinako decide di trasferirsi, per frequentare l'università, in una città costiera perché ama il surf più di ogni altra cosa.
Il suo appartamento però è presto invaso dalle fiamme a causa di fuochi d'artificio lanciati illegalmente dai alcuni teppisti e la nostra protagonista viene salvata da Minato, un giovane pompiere che l'aveva notata cavalcare le onde.
Fra i due è subito intesa, tutto appare come una delle più meravigliose e dolci storie d'amore mai scritte fino a quando Minato annega per salvare un uomo.
Le certezze di Hinako sono improvvisamente sparite portate via dalle onde che tanto amava, ma qualcosa sembra essere ancora rimasto perché la protagonista riesce a far apparire lo spirito di Minato nell'acqua cantando la loro canzone. 

Il film si presenta con carinissimi disegni e ottime animazioni. 
Il suo scorrere sembra dividersi in due parti nette e distinte; la prima è una storia romantica e dolcissima: i protagonisti sono talmente affiatati e si compensano così bene da far venire un sorrisone mentre li si osserva trascorrere le loro giornate in modo del tutto normale. La seconda invece è quella dedicata ai lacrimoni: Hinako è insicura perché aveva riposto le sue certezze in Minato e si sente in colpa per avergli insegnato ad amare le onde.
La parte tragica si distacca talmente tanto dalla precedente che il tempo sembra scorrere in modo totalmente differente durante la visione. Apparentemente le cose si risollevano un po' con l'apparizione di Minato nell'acqua ma personalmente mi è sembrato un limbo che non vedevo l'ora terminasse per dare modo alla protagonista di smettere di soffrire e finalmente guardare avanti.
In conclusione penso sia un anime grazioso e ricco di sentimenti. 
Anche se sono un po' stanca di queste storie d'amore tragggggiche che sembrano andare di moda, non l'ho trovato banale o scontato.
Se amate consumare fazzolettini, è sicuramente un film da non perdere. 
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Visto che ho guardato l'anime, ho ben pensato di leggere anche il manga di Ride Your Wave pubblicato da Dynit.
I disegni non reggono assolutamente il confronto con quelli dell'anime e appaiono alquanto privi di sfondi e piatti.
Il volume è diviso essenzialmente in due parti: una fedele al film e una "original story" che sembra essere la versione shoujo a lieto fine delle vicende dei protagonisti (o magari è solo una parentesi della loro vita prima della tragedia??? -che pessimista sono-).
Non è un volume che consiglio particolarmente perché non aggiunge granché a quello che troverete nel film.
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venerdì 31 luglio 2020

Top Luglio 2020

Questo mese ho terminato la lettura del volume unico Judo Boy Pubblicato da J-Pop.
Il padre di Sanshiro Kurenai, fondatole della scuola di arti marziali Kurenai, viene ucciso durante un combattimento. 
Il giovane protagonista non riesce ad arrivare in tempo per vedere il volto l'assassino di suo padre ma trova sul posto un occhio di vetro ad indicare che all'uomo ne manca uno.
Sanshiro, rimasto orfano (sua madre era morta tempo addietro) e desideroso di vendetta, decide di partire alla ricerca dell'uomo con un occhio solo che ha ucciso suo padre.

Questo manga è del lontano 1968 e ho deciso di prenderlo perché da piccola seguivo con passione l'anime di questa opera. 
Come molti sapranno, la serie animata non aveva una vera e propria conclusione e speravo di comprendere qualcosa in più con l'acquisto del manga. Ebbene... anche il manga non ci permette di avere un finale ma ora, a distanza di decenni e grazie a questa lettura, ho potuto comprenderne il motivo e guardare l'opera con occhi da adulta (dove??? quando???).
La tormentata storia di Sanshiro racconta semplicemente della crescita di un ragazzo che cova odio e rancore; un ragazzo un po' viziato dall'amore della sua famiglia che si permette di fare lo sbruffone al cospetto di un mondo che ancora non conosce realmente.
Durante il suo viaggio, Sanshiro incontrerà delle persone con un occhio solo verso le quali si lancerà a capofitto nella sfida ma le sconfitte lo porteranno a maturare e a migliorarsi grazie all'esperienza e all'aiuto di grandi combattenti affascinati dalla sua ostinazione.
Alla fine non sapremo mai se il nostro protagonista troverà l'uomo con un occhio solo ma avremo davanti un ragazzo divenuto uomo che perde lentamente l'odio che lo pervade e desidera solo affinare la propria tecnica e imparare con umiltà.
Nella prima parte del manga la storia è abbastanza lineare e mostra quello che gli autori hanno voluto comunicare. La seconda parte mi è piaciuta meno ed è costituita da mini avventure che Sanshiro affronta in America per affermare la giustizia ormai dimentico della sua sete di vendetta.
Come manga penso sia consigliabile solo ai "vecchi" nostalgici della serie.
Il senso di lettura è da destra verso sinistra.
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Su Amazon Prime Video ho visto il film d'animazione giapponese L'impero dei Cadaveri.
In una realtà alternativa del 1800, utilizzando gli studi del dottor Victor Frankenstein, la tecnologia è in grado di riportare in vita i cadaveri e di dare loro una programmazione per eseguire dei compiti ben precisi nel lavoro e nelle guerre. Ciò che però differenzia la creatura del dottor Frankenstein da quelle create dal governo, è la totale assenza dell'anima, infatti il "mostro" originale era in grado di provare sentimenti che nessun'altro è stato in grado di riprodurre.
A ricercare con tutto se stesso la soluzione a questa mancanza e lo studente di medicina John Watson che ha deciso di riportare illegalmente in vita il suo caro amico Friday senza riuscire a restituirgli l'anima che lo rendeva unico.
Scoperto dai servizi segreti britannici, in cambio della sua libertà, Watson viene mandato in India alla ricerca dello scienziato russo in possesso degli appunti originali del dottor Frankenstein che sarebbero in grado di rivelare i segreti dell'anima. Ad accompagnarlo ci sarà Friday (vero motivo per il quale il protagonista decide di affrontare il viaggio) e Frederick Burnaby.
Occasionalmente interverrà in loro aiuto l'affascinante e misteriosa Hadaly Lilith.

Come molti avranno notato, questo pretenzioso film (tratto da un romanzo di cui esiste anche una versione manga) racchiude un minestrone di personaggi storici e di fantasia.
Il nostro protagonista è proprio il caro Watson che quattro anni dopo incontrerà Sherlock Holmes. Il dottor Frankeinstein non ha bisogno di alcuna presentazione, e Hadaly è l'immaginaria "creazione" di un tale picopalla Thomas Edison.
Personalmente, nonostante a livello tecnico sia una buona produzione, non sono riuscita ad apprezzare troppo il film. Oltre un forte messaggio su cosa sia morale e non nei riguardi della morte, ho trovato un guazzabuglio di roba altamente romanzata che a momenti mi sembrava di una fanfiction con tanto di "ship" improbabili.
Oltretutto non ho ancora ben chiaro il finale... se qualcuno di voi lo ha visto, mi fa la cortesia di spiegarmi come può essere possibile lo stato delle cose che conosciamo se alla fine succede quello che succede?
Non aborrisco la reinterpretazione di vicende e personaggi ma in questa storia mi è sembrato tutto piuttosto esagerato.
Se amate la categoria steampunk e siete curiosi di cogliere le citazioni dell'opera, sicuramente è un ottimo prodotto ma personalmente mi ha lasciata molto perplessa. Probabilmente non è il mio "genere".
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martedì 30 giugno 2020

Top Giugno 2020


Ho visto il film d'animazione giapponese Maquia messo a disposizione da Amazon Prime Video.

In un mondo con una ambientazione fra il medievale e il fantasy, esistono creature leggendarie come gli Iorph: un popolo dalla carnagione candida e i capelli dorati dotato di una longevità straordinaria che vive pacificamente tessendo tele chiamate Hibiol, nei cui intrecci raccontano le loro millenarie memorie.
Gli Iorph hanno sempre cercato di vivere isolati dal resto del mondo e soprattutto dagli uomini a causa del diverso modo in cui il tempo agisce su di loro. La serenità viene distrutta dall'arrivo di un esercito umano che rapisce la Iorph Leilia per darla in sposa al principe in modo tale da garantire un erede semi immortale che incuta timore sui regni circostanti.
Durante l'incursione, la giovane Iorph Maquia viene scaraventata lontano dal suo villaggio e si ritrova persa in un bosco dove la crudeltà degli uomini riempie nuovamente i suoi occhi quando trova una donna uccisa che stinge a sé il suo neonato ancora in vita.
Maquia decide istintivamente di prendere quel bimbo ma si dimostra completamente incapace di accudirlo. Fortunatamente viene ospitata da Mido, una donna che vive in un fattoria con i suoi due figli e che le insegnerà a diventare una brava madre e integrarsi con gli umani.
Il popolo degli Iorph viene chiamato anche "stirpe della separazione" e, quando Maquia, immutata nel tempo, vedrà la gente intorno a sé cambiare e suo figlio diventare uomo, inizierà a capire il vero significato di quell'appellativo.

Maquia è un film che racconta l'amore materno e che cerca di spiegare che la separazione non è un buon motivo per non vivere determinate esperienze. 
Indipendentemente dai legame di sangue o dalla razza, la protagonista matura come madre nel corso della storia e suo figlio, che riceve da lei insegnamenti e amore incondizionato, la ama senza riserve.
Come però si comprende dalla trama, il loro rapporto non sarà eterno o usuale perché Maquia è destinata ad una longevità che la costringerà a vedere dolorosi mutamenti nel corso della sua vita.
La storia della nostra protagonista si intreccia a quella di Mido, una normale madre umana e Leilia, anche lei alle prese con una maternità estremamente sofferta.
Il cercare di mostrare vari punti di vista, dare più di un messaggio e fornire un'ambientazione così articolata lascia un po' di smarrimento nelle troppe trame narrate. 
A livello tecnico, animazioni e disegni sono splendidi, alcune scene sembrano quasi abbaglianti.
Personalmente l'ho trovato bellissimo e ho sorvolato sui suoi piccoli difetti.
Essendo un film piuttosto drammatico non lo consiglio a cuor leggero. Se però decidete di vedere questa meraviglia, armatevi di fazzolettini!
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Su Netflix ho visto il film d'animazione giapponese Miyo - Un amore felino.

Miyo, soprannominata Muge, ha visto sua madre abbandonarla quando frequentava la scuola elementare e vive con il padre e la sua nuova compagna in un rapporto di cortesia senza riuscire a essere pienamente se stessa. 
Nonostante i suoi problemi, Miyo si mostra sempre molto vivace.
Durante un festival estivo le viene regalata una maschera tradizionale che le permette di trasformarsi in un gatto e proprio quella sera, mentre era nelle sue sembianze feline, il suo compagno di classe Hinode la raccoglie e le parla confessandole le sue preoccupazioni. Miyo sente di avere un forte legame con lui e se ne innamora perdutamente: di giorno, a scuola, lo bombarda con la sua vivacità e il suo affetto senza mai essere corrisposta; di sera, si trasforma in gatto e gli fa compagnia imparando a conoscerlo per come è davvero.
Ad un ennesimo rifiuto da parte di Hinode per la sua forma umana, Miyo decide di rimanere per sempre gatto visto che le sembra l'unico modo per ottenere affetto.

Questo anime è molto grazioso e allegro nonostante nasconda dei grandi disagi adolescenziali.
Miyo ha una situazione familiare difficile, non riesce ad aprirsi e a far avvicinare le persone al suo cuore. Purtroppo anche a scuola non è ben vista a causa della sua irruenza e goffa insistenza con il suo compagno di classe. Il suo unico appiglio e ragione di vita sembrerebbe Hinode che non riesce ad accettare questa situazione grottesca.
L'opportunità di diventare un gatto con una maschera, offre a Miyo la possibilità di vedere un mondo senza maschere e col tempo di capire quanto la sua presenza in realtà sia preziosa per la sua famiglia, i suoi amici e lo stesso Hinode.
Come spesso accade, l'anime punta a parlare di tutte quelle piccole cose non dette e confessioni non fatte che avrebbero potuto rendere più semplice la reale comprensione delle persone che ci circondano.
Il film è realizzato bene anche se personalmente ho trovato qualche punto morto nella regia.
Posso serenamente consigliarlo soprattutto se amate i gatti.
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domenica 31 maggio 2020

Top Maggio 2020

Questo mese ho terminato la lettura del manga La corda d'oro pubblicato da J-POP in 17 volumi.
L'accademia Seiso è divisa in una sezione generale e una musicale. Il suo fondatore aveva desiderato profondamente erigere questo tipo di struttura per diffondere la musica e, grazie all'aiuto di un folletto, il suo sogno si è realizzato. Da allora il folletto si nasconde nell'edificio e occasionalmente appare ad una persona con cui ha affinità per continuare a trasmettere l'amore per la musica.
Questa volta il folletto si manifesta a Kahoko, studentessa della sezione generale, che non ha mai nemmeno preso troppo in considerazione la musica e che si ritrova candidata per un importante concorso musicale assieme ad alcuni affascinanti studenti . Alla protagonista viene consegnato un violino magico che, nel suono, nasconde l'incompetenza tecnica valorizzando i sentimenti.
Kahoko imparerà così ad amare la musica e a impegnarsi seriamente nel suonare il violino.

Questo manga (e relativo anime che non ho visto) è tratto da un videogioco per ragazze e penso che proprio per questo io abbia trovato una serie di aspetti negativi che non mi hanno permesso di apprezzarlo.
Innanzitutto la protagonista parte come un'anonima studentessa che "non se la fila nessuno", ma non appena inizia a suonare il violino magico... RAINING MEN: ragazzi atletici, fighi, popolari, ricchi o talmente talentuosi nella musica da far vomitare arcobaleni, la ammirano o se ne innamorano.
A partecipare al concorso, su cui ruota la prima parte del manga, sono appunto questi ragazzi straordinari e Kahoko (...e tanto per dare un contentino hanno inserito un'altra ragazza talmente timida e piatta di cui non si avverte nemmeno la presenza).
Posso capire che l'essere tratto da un gioco in stile harem debba seguire questo standard ma io l'ho trovato davvero insopportabile... ma mai quanto l'inutilissimo fattore magico; un folletto di cui l'insipida protagonista non si chiede assolutamente nulla e che nel corso della storia sembra quasi essere dimenticato.
Personalmente non lo consiglierei anche se il legame con la componente musicale e qualche scena nei volumi finali sono molto carini.
Credo che si sarebbe potuto realizzare un gran bel manga shoujo se l'elemento base del gioco fosse stato messo un pochino da parte... peccato.
Il senso di lettura è da destra verso sinistra.
Non farti ingannare!!!
È merito del violino magggico!
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Ho visto il film d'animazione giapponese Voglio mangiare il tuo pancreas proposto da Amazon Prime Video.

Sakura è una vivace studentessa che ha una grave malattia al pancreas e non le resta molto tempo da vivere. Per evitare che la sua spensierata quotidianità venga compromessa, nasconde la verità ai suoi compagni di scuola.
Un giorno però l'introverso (e decisamente asociale) Haruki trova casualmente il diario che Sakura scrive parlando dell'evolversi del suo male. La protagonista in qualche modo coinvolge Haruki nel suo segreto e nella sua voglia di realizzare alcuni semplici desideri prima di morire in modo da poter avere un piccolo angolo di quotidianità e verità insieme, senza doversi nascondere o essere commiserata.

Tratto da un romanzo, questo film si presenta con ottimi disegni e animazioni, molto belle anche le musiche.
Decisamente è un anime drammatico che fa molto riflettere.
Inizialmente ho trovato un po' antipatico il modo in cui Sakura abbia coinvolto con prepotenza Haruki in una vicenda che avrebbe sicuramente avuto un epilogo doloroso e penoso per lui. Mi è parso che egoisticamente lo avesse intrappolato in un gioco crudele.
Nel corso del film è stato possibile prendere in considerazione la sofferenza della protagonista, la sua gran voglia di confidarsi, di avere un contatto umano e l'importanza che dava al momento presente piuttosto che al futuro; quindi in qualche modo ha gradualmente avuto la mia comprensione. Inoltre Sakura è riuscita a donare ad Haruki una visione del mondo che lui non aveva mai valutato offrendogli amicizia e risvegliando in lui il bisogno di essere in relazione con altre persone nonostante i legami siano spesso difficili e, nel loro specifico caso, estremamente infelici.
Se vi vien voglia di vedere qualcosa di dolce e straziante, armatevi di fazzolettini e guardate questa opera!
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