giovedì 30 aprile 2026

Top Aprile 2026

Ho visto il film d'animazione francese La Piccola Amélie. 

Solitamente includo nel mio resoconto mensile solo le produzioni asiatiche ma questa volta faccio un'eccezione perché il film è interamente ambientato in Giappone.
Ambientato in una provincia del Kansai alla fine degli anni '60, vede la vita di una famiglia belga trasferitasi in Giappone nel secondo dopoguerra.
Il nucleo familiare è composto da mamma, papà e due bambini, fino a quando non arriva la terza bimba: Amèlie.
La nuova arrivata si mostra subito problematica perché non reagisce agli stimoli esterni e nella sua ottica in infante crede di essere Dio. Quando finalmente sembra essere tornata alla realtà, i problemi si moltiplicano perché si accetta per quello che è (ovvero una bimba) e non fa altro che piangere e reagire in modo violento. Solo grazie a sua nonna e ad una tata giapponese riesce a ritrovare se stessa e sentirsi compresa.

Il film è un incantevole tripudio di colori con disegni delicati e gradevoli.
Personalmente non ho troppo amato la bimba protagonista (nonostante sia il fulcro della continua scoperta di emozioni e del mondo) ma nell'insieme la trama è bellissima e i riferimenti alla guerra racchiusi nel cuore degli adulti sono profondi e toccanti.
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Sono riuscita a vedere anche il film giapponese Rental Family.

Phillip è un attore americano che vive a Tokyo da 7 anni ma, a parte qualche ingaggio iniziale, non riesce più a trovare lavoro.
Un giorno gli viene proposto di lavorare per l'agenzia Rental Family che si occupa di fornire attori a noleggio che possano interpretare ruoli nella vita delle persone come ad esempio parenti, fidanzati, amici o anche solo partecipanti a matrimoni o funerali.
Nonostante Philip sia titubante nell'interpretare ruoli così strettamente personali nella vita della gente, decide di accettare ritrovandosi ad essere uno sposo, un giornalista, un padre. Quello che inizialmente gli appariva come una crudele menzogna inizia ad assumere un nuovo significato.

Avevo già sentito parlare di questo ruolo di figuranti in Giappone e vederne un film interamente dedicato mi ha molto incuriosita.
Come si cerca di spiegare nel lungometraggio, la cultura giapponese non è semplice da spiegare o comprendere; ci sono radici estremamente profonde e un modo di agire talmente discreto da sembrare assolutamente incomprensibile a culture come la nostra. 
Personalmente preferisco la schiettezza e sono sempre rimasta basita dalle mille cose non dette nei film o manga giapponesi dove i problemi vengono sempre creati da una riservatezza che non potrò mai cogliere appieno.
In effetti questo modo di agire porterà inevitabilmente a delle conseguenze perché Phillip faticherà molto nell'evitare un coinvolgimento emotivo e gradualmente la trama ci porterà verso l'amara constatazione che vede ogni uomo solo nei suoi dispiaceri, nelle sue convinzioni, nei suoi dolori e che non bisogna necessariamente essere un figurante per recitare il proprio ruolo nel mondo.
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 Le immagini che vedete in questo post potrebbero essere coperte da copyright e sono pubblicate a puro scopo illustrativo... ^^'''

lunedì 27 aprile 2026

Racconti dalla valle dei Mumin

Sono riuscita a terminare la lettura del libro Racconti dalla valle dei Mumin.
Non che sia un libro impegnativo ma da quando ho Jack non ho tempo o forza di sfogliare nemmeno una rivista! ^^

In questo libro troviamo alcuni racconti incentrati su vari personaggi della valle e non solo sui Mumin.
Possiamo così incontrare particolari creaturine con le loro fobie, altri che cercano di superare traumi, altri ancora che vorrebbero solo avere una vita tranquilla scoprendo invece di non riuscire a starsene con le mani in mano e chi invece cerca l'evasione dalla routine riscoprendosi amante delle piccole gioie del quotidiano.
Insomma storie di esserini che si dimostrano più umani che mai con i lori piccoli dilemmi.


Ecco un piccolo stratto:
"L'ultimo raggio di sole era scomparso fra i tronchi e lento e azzurro stava arrivando il crepuscolo di primavera. Tutto il bosco s'era tinto di azzurro e le bianche colonne delle betulle arretravano sempre più nel giorno che tramontava.
Era un bel ruscello: limpido e bruno scorreva sopra trame di foglie dell'anno prima e attraverso piccole gallerie di ghiaccio, scivolava sinuoso tra il muschio precipitando in picchiata in una cascatella su un fondo di sabbia candida. A volte ronzava penetrante come una zanzara e a volte si fingeva potente e minaccioso, si arrestava, gorgogliava con la bocca piena di neve e se la rideva di tutto.
Tabacco stava in ascolto nel muschio umido. Il motivo del fiume deve far parte della mia canzone, pensò. Come un ritornello."

venerdì 10 aprile 2026

asparagi

Con l'arrivo della primavera, io e Jack siamo andati a caccia...... di asparagi!
Dato che ogni giorno porto Jack a correre nei campi, è stato inevitabile trovarsi piantine di asparagi (grazie anche alle continue piogge di questo ultimo periodo) lungo il tragitto... Cosa potevo fare? Lasciarle lì? Certo che no.
Avendo anche il permesso del proprietario terriero, ho portato a casa (e anche a casa di qualche amica) sostanziosi bottini di questo fantastico germoglio.
Intanto Jack si è dedicato alla scoperta di cose interessanti come lucertole, serpenti,
topolini e ricci.
Ovviamente nessuno di loro è stato catturato o maltrattato... forse solo un pochetto spaventato! ^^


Il giorno della domenica delle Palme ho portato Jack al mare.
Ormai la stagione balneare è alle porte (per alcuni è già cominciata) e ho voluto portare il mio cane a fare un ultimo giro prima che le spiagge vengano assediate dai bagnanti smaniosi di tintarella. 
Torneremo a salutare il mare in autunno, quando l'assalto umano sarà terminato e ritroveremo la spiaggia incontaminata e solitaria in tutto il suo splendore.

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