martedì 13 febbraio 2018

Natale non finisce mai

A causa di qualche problemino, la mia corrispondente giapponese mi ha mandato un pacco per Natale con un po' di ritardo. Di recente è giunto a destinazione con tutte le sue sorprese!

Per prima cosa il pacco è stato confezionato in una scatola di mandarini, per lei banale, ma per me incredibile!
Ormai conservo anche le scatole della spedizione!


A farla da padrone sono sempre snack e dolciumi.

Ecco un paio di confezioni di kamaboko (qualcosa vagamente simile a dei wurstel di pesce) e un barattolino di marmellata di azuki che ho provato. La marmellata di azuki l'avevo già assaggiata in qualche dolce confezionato e non l'ho amata troppo ma in barattolo mi è sembrata molto buona... in effetti l'ho quasi terminata. ^^

Misteriose patate dolci che non ho ancora assaggiato e cachi interi secchi... mai avrei immaginato che i cachi interi essiccati fossero così deliziosi.

Vari cioccolatini e biscotti; quello con il manekineko in foto è al gusto gambero! ^^

Immancabili caramelle.

Questi biscottini credo siano artigianali. Nella confezione ho trovato una mappa per raggiungere il negozio e illustrate le altre specialità che vengono prodotte.

Mi son tenuta per ultima la presentazione di questi biscotti ricoperti di cioccolato che hanno come mascotte il manga Versailles no Bara.
Sulla confezione troviamo Rosalie che serve del caffè accompagnato da questo biscotto.
All'interno della scatola Oscar si strugge chiedendosi com'è possibile che questi biscotti siano così buoni.
Ogni biscotto è confezionato singolarmente e su ogni confezione c'è Oscar (o altri personaggi da quello che ho capito, ma io ho trovato solo Oscar) logorata nell'animo dai biscotti.
Inutile dire che mi hanno strappato un sorriso e ho conservato tutte le confezioni.


Come "non cibo" ho ricevuto dei mini spiedi decorativi per il bento e un piccolo piatto per i condimenti a forma di pesce.

 Inoltre mi ha spedito delle decorazioni natalizie adorabili!

mercoledì 7 febbraio 2018

Jumanji sul treno

Quando i titoli si fondono significa che ho visto dei film... gli ultimi visionati al cinema sono stati: Jumanji - Benvenuti nella Giungla e L'uomo sul treno.


Jumanji - Benvenuti nella Giungla
Immagino (spero) che quasi tutti conoscano il primo Jumanji e il terrificante gioco da tavolo in cui si rischia di lasciarci le penne.
Questa volta Jumanji cambia forma e si adatta agli anni '90 mutandosi in una consolle e intrappolando il giovane Alex al suo interno.
Circa 20 anni dopo, un gruppo di ragazzi si ritrova in un deposito della scuola in punizione e trova quella stessa e ormai datata consolle. Per passare un po' il tempo decidono di provare lo strano videogioco "vintage" e come consuetudine vengono catapultati al suo interno avendo però le fattezze degli avatar scelti.
Quindi troveremo il ragazzo nerd nei panni di un muscoloso archeologo (interpretato da The Rock... più muscoloso di così...), una timida e polemica ragazza nei panni di una spietata killer, un presuntuoso giocatore di Rugby nel bassino cartografo addetto a portare le armi, e una ragazza alquanto vanitosa nei panni di un grassottello zoologo di mezza età.
Il gioco li porterà a dover completare una importante missione: rimettere al suo posto una pietra che era stata rubata da un uomo senza scrupoli avendo a disposizione tre vite ciascuno. 
Oltre vari pericoli e cattivi alle calcagna, i quattro ragazzi incontreranno il loro quinto compagno: l'avatar di un aviatore che si rivelerà essere Alex, il ragazzo scomparso 20 anni prima.
A mio parere questo film segue abbastanza bene il filone di Jumangi anche se l'ho trovato più "leggero" e soprattutto pieno di gag demenziali che mi hanno fatto ridere molto.
Penso sia un film che vale la pena vedere anche solo per farsi quattro risate senza necessariamente cercare il paragone con il primo Jumanji: protagonisti diversi, tempi diversi, modalità diverse, stesso gioco.
*

L'uomo sul treno
Da ormai dieci anni, l'assicuratore ex poliziotto Michael McCauley fa il pendolare sullo stesso treno per recarsi a lavoro.
All'età di 60 anni, a pochi passi dalla pensione, in un momento di particolare crisi economica familiare, Michael viene licenziato.
Mentre torna a casa prendendo il solito treno, una misteriosa donna gli si avvicina proponendogli quello che sembra un gioco: trovare un intruso tra quei vagoni pieni di pendolari in cambio di una ipotetica grossa somma di denaro.
Quando la donna scende dal treno, il nostro protagonista capirà che è tutto vero e l'inizio della ricerca fatta per bisogno di denaro, diventerà una caccia all'uomo per salvare la vita della sua famiglia presa in ostaggio.
Il fatto che il film sia ambientato su un treno mi ha incuriosita; l'azione in un luogo limitato e in movimento ma anche così familiare, ha sempre un certo fascino (in effetti sono rimasta incantata da film come Train to Busan, Assassinio sull'Orient Express, Snowpiercer... che io abbia una inconscia passione per i treni "problematici"?).
Come action-thriller non l'ho trovato così emozionante o memorabile ma fa la il suo dovere con ritmi frenetici e deliranti nel tentativo di Michael di non creare il panico in un posto dove è praticamente impossibile nascondersi. Le scene d'azione mi hanno abbastanza impressionata perchè non sono del genere che sfida ogni legge fisica o dove il protagonista superforte/superfigo le mena di santa ragione ma sono molto realistiche.
È un film che non brilla particolarmente ma se si ama il genere è sicuramente una visione interessante.
*



Tutte le immagini che vedete in questo post sono pubblicate a puro scopo illustrativo... ^^'''

mercoledì 31 gennaio 2018

Top Gennaio 2018

Ho cercato di iniziare decentemente il primo mese dell'anno visionando il live action L'Immortale diretto da Takashi Miike.
Manji è un samurai con una grossa taglia sulla testa per aver ucciso il suo corrotto signore e le sue guardie del corpo, fra cui il marito della sua sorellina Machi di cui si occupa perchè divenuta preda della follia dopo l'accaduto.
Durante un'imboscata di circa 100 uomini, Machi viene uccisa e Manji, dopo aver sterminato gli assassini, si lascia morire dato che senza sua sorella, non ha più ragioni per vivere. In quel momento fa la sua comparsa una centenaria donna che non permette a Manji di poter decidere della propria vita o morte e gli dona l'immortalità.
Cinquanta anni dopo, una ragazzina che ha assistito all'omicidio di suo padre, si reca da Manji per assoldarlo come guardia del corpo e vendicatore della sua famiglia. Il protagonista, rivedendo in lei la sorella perduta non riesce a rifiutare.

Non ho mai letto il manga da cui è tratto questo film quindi non posso fare paragoni ma so che racconta le prime vicende narrate nella versione cartacea.
Come ogni live action penso sia sempre un po' troppo concentrato per riuscire a trasmettere realmente quello che potrebbe presentare una storia in più volumi quindi non ho avuto tempo e modo di emozionarmi con i personaggi, ma l'ho ugualmente trovato molto ben fatto (quasi ironico nel perdermi a contare le mani saltate in lotta e, per il protagonista, poi "riattaccate").
Anche se non si è letto il manga, credo sia davvero molto apprezzabile per chi ama le storie di samurai intrecciate al fantasy.
*



Ho visto il cortometraggio giapponese La casa dei piccoli cubi.
Un paesino inizia ad essere lentamente sommerso dal mare e i suoi abitanti si spostano man mano a vivere nei piani superiori della propria casa o l'abbandonano. Un vecchietto continua imperterrito ad abitare nello stesso posto facendosi portare il materiale da costruzione per edificare un nuovo piano superiore quando l'acqua arriva ad allagare il piano dove vive.
Un giorno la sua adorata pipa cade in mare e l'anziano compra una tenuta da sub per recuperarla ripercorrendo i vari livelli della sua casa come fossero le varie tappe della sua vita.

Per quanto breve e disegnato in modo semplice, questo corto è ricco di sentimenti e nostalgia.
Un anziano legato ai suoi ricordi, alle sue foto, alla torre di stanze che ha costruito una sull'altra partendo dalla base della sua abitazione e della vita con sua moglie... un tenerissimo viaggio nel passato e nella gioia di una vita semplice vissuta amandone ogni momento.
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Ho letto il manga in 3 volumi Mayme Angel.
Mayme Warren è una bambina orfana di padre che vive con sua madre e le sue sorelle coltivando terre in affitto. Il sogno di suo padre infatti, era quello di partire con la sua famiglia verso il west e realizzare lì il sogno di avere una casa e un terreno tutto per loro.
Mayme incontra per caso un ragazzino di nome Johnny che ha dovuto fermarsi a causa di un malore proprio mentre si dirigeva a ovest con suo padre. I due instaurano un forte legame e Mayme si vede già sposa del ragazzo, ma l'incanto finisce quando il padre di Johnny torna a riprenderlo per portarlo con lui nel west.
Passano degli anni e Mayme non dimentica mai quello che era il sogno di suo padre, ora divenuto suo, di poter migrare per raggiungere il suo amato.
Finalmente la madre di Mayme decide che è il momento di lasciare tutto e cercare fortuna a ovest, dove hanno anche dei parenti, cogliendo l'occasione di unirsi a una carovana.
Il viaggio della speranza però sarà molto più difficile e pericoloso di quanto le giovani donne immaginavano.

Questa storia precede di qualche anno la realizzazione del manga Georgie e la giovane Mayme sembra quasi un prototipo di quello che poi saranno le peculiarità fisiche e caratteriali di Georgie. L'ho notato perchè non sono mai stata una grande fan del buonismo e della civetteria innocente e inconsapevole di questo genere di personaggi femminili (e contraddittori) che seducono una serie di ragazzi sul loro cammino mentre inseguono l'amore rude che le conquista e abbandona lasciando promesse illusorie.
A parte questa mia personale considerazione, la storia è molto articolata ed è sempre difficile non apprezzare i manga della Igarashi con il loro tocco magico e romantico da diabete che, per quanto si possa desiderare di prendere a sberle le protagoniste, lasciano incollati alla lettura!
Certamente consigliato a chi viene malsanamente incantato (o a chi le ama con cognizione) dalle opere dell'autrice come succede a me!
Il senso di lettura è da destra verso sinistra.
*




Tutte le immagini che vedete in questo post sono pubblicate a puro scopo illustrativo... ^^'''

venerdì 26 gennaio 2018

Lo sporco degli altri

Molti anni fa mi fu consigliato il libro "Lo sporco degli altri" di Louise Rafkin.
Mi fu consigliato da un persona che non ho bene idea se fosse amante della pulizia o fissato con lo sporco (la soglia è sottile ma la differenza è enorme). La persona in questione non la sento più da tantissimo tempo ma di recente ho riesumato questo libro (che come al solito ha aspettato a lungo nella mia libreria prima di essere letto).
L'autrice, scrittrice e giornalista, racconta della sua vita voluta come donna delle pulizie. Racconta il suo sogno di bambina di fare la spia evolutosi in quello di domestica e come questo lavoro, con tutti i suoi contro, le piacesse e sia divenuto oggetto di confronto e ricerca.
Rafkin parla della sua visione, concezione e limiti nel mondo dello sporco e del pulito, della curiosità verso i suoi svariati datori di lavoro, dei suoi innumerevoli viaggi, ma anche di come altre persone hanno vissuto questo percorso come unica alternativa, sfruttati, con rassegnazione o al contrario come divertimento o addirittura come una vera e propria missione di vita.
Non ho trovato questo testo particolarmente entusiasmante perchè in fondo, non mi è sembrata una grande rivelazione quello che l'autrice pensasse del suo lavoro o delle sue manie, ma ho trovato interessante la parte in cui cerca un confronto con altri lavoratori /lavoratrici del settore dalle storie più disparate e incredibili che toccano l'immigrazione clandestina o le donne di servizio che provano piacere nel fare le faccende seminude; da chi si occupa di pulire e tenere ordinate distese di terra in un museo, a chi raschia via resti umani da scene del crimine.
Gli argomenti sono tanti e, a mio parere, lasciati un po' vaghi quindi si ha la sensazione di aver avuto tante nozioni e al contempo nessuna.
Non è una lettura che consiglierei caldamente ma se siete curiosi.. perchè no?

Vi lascio qualche riga tratta dal testo:
"In ogni casa dove vado a pulire organizzo il mio speciale concorso di bellezza, scegliendo la cosa più inutile e brutta che trovo in giro. Questa diventa poi la mascotte, il simbolo capace di rappresentare insieme gli orrori del consumismo e l'essenza intima degli occupanti. A volte capita che tra A.J. e me ci sia disaccordo sulla scelta, operata con criteri che rimangono strettamente personali.
'Tutto quello che è fatto con le conchiglie vince di diritto' argomentava A.J. appoggiata contro una porta, il filo dell'aspirapolvere annodato intorno al collo. 'Le conchiglie sono belle come conchiglie. È così. Non dovrebbero trasformarle in nient'altro. Sono come i numeri primi.'
Teneva in mano un gabbiano, il becco realizzato con una conchiglia curva di mollusco, le ali con uno strato di mitili purpurei. era davvero orrendo, persino grottesco, ma non ero per nulla convinta che meritasse lo status di mascotte."

martedì 23 gennaio 2018

Ciapa gli spaghetti: Chapaghetti

Alcuni giorni fa sono stata in fumetteria.
Fortunatamente non era uscita troppa roba! ^^

Sono passata dal Disney Store sperando in qualcosa ancora in saldo ma c'era il NULLA.
Alcune cose erano in saldo ma facevano veramente tristezza.. ci sono rimasta maluccio perchè gli altri anni ho sempre trovato qualcosa di carino.
Non in saldo ho preso questo set per gli appunti molto grazioso.

Siccome ho incontrato una mia amica, siamo andate a fare bisboccia in caffetteria! ^^



Altri piccoli acquisti, fatti un po' di tempo fa, sono state delle stoffe..
..e mi sono fatta comprare da AnnMeri alcuni noodles coreani da Roma.
I Chapaghetti sono stati scelti da lei per il nome divertente... li avrei scelti anche io! :p

martedì 16 gennaio 2018

...torniamo a parlar di bambole...

Anche se in ritardo, oggi vi mosto alcune cose che mi sono regalata per Natale (più o meno).

Il regalo a sorpresa che mi sono fatta è stato il set di bambole del live action La Bella e La Bestia che comprende Gaston e Belle.
Era inaspettatamente mega scontato al Disney Store che li sta svendendo forse a causa dell'insuccesso della stramboide bambola di Belle.
Ho cercato di scegliere le bambole con i visi dipinti meglio perchè alcune sono veramente fatte male.
A mio parere, i soli abiti valgono pienamente il prezzo che le ho pagate perchè sono dettagliatissimi e fatti di materiali stupendi e ricercati!
Gaston è molto carino e somigliante all'attore che lo interpreta (Luke Evans).
Personalmente non amo troppo i capelli in plastica ma.... bè, non si può avere tutto dalla vita. ^^
Belle avrebbe potuto assomigliare molto ad Emma Watson se il suo viso fosse stato dipinto un tantino meglio.
Il vero problema di questa bambola, che sembra così stramba, però è un altro e, potendola osservare da vicino, ho vagamente intuito quale sia:
A differenza di altre bambole a cui vengono impiantati i capelli sulla testa, per Belle è stato malsanamente deciso di impiantare il viso su una palla di capelli.
Sostanzialmente è come se questa bambola indossasse una maschera dalla sua faccia quindi (in particolare la sua fronte) risulta ampia e quasi si deforma allargandosi per essere stata applicata su una sfera capellosa.
Non riesco a capire il motivo della scelta visto che le altre bambole Disney risultano molto più belle e naturali con il classico impianto di capelli.



Il regalo che invece meditavo di prendere da anni è una bambola Azone Pure Neemo.
Queste bambole giapponesi sono molto carine e anche molto costose con prezzi che variano da circa 150 a 300 Euro... ma anche molto di più in base alla grandezza o rarità.
Io non avrei mai potuto spendere così tanto per una bambola ma ho tenuto d'occhio la vendita dell'usato e dopo alcune occasioni che mi sono fatta sfuggire, sono riuscita a prenderne dall'Italia una usata e nuda ad un prezzo davvero conveniente.
Ho preso Yuzuha (ci sono vari modelli di bambole, ognuna con il suo nome proprio, e proposte in più versioni) che mi è sempre piaciuta molto.
Sulla scatola c'è l'immagine di come appariva nuova col suo abito originale.
Anche se non aveva vestiti, avrei sempre potuto realizzargliene qualcuno io.

Siccome speravo di prenderle un'amica ho continuato a guardare le offerte nei mesi successivi e in Giappone ho adocchiato la bambola Azone del personaggio Spagna (Antonio) tratto dall'anime/manga Hetalia (che forse alcuni conosceranno).
Anche questa bambola è usata ma completa di tutti i suoi accessori e abiti.. come nuova!
Penso che non sia stata mai nemmeno aperta visto che tutto era ancora imbustato e sigillato.
Nella confezione c'erano anche tutte le fasce bianche da applicare alla base dei pantaloni.

Nel mentre ho cucito dei vestiti di fortuna per Yuzuha: una t-shirt, slip, pantaloncini e calze parigine.
Poi le ho affiancato Antonio......
Essendo entrambe bambole di misura M, pensavo che Antonio sarebbe stato adeguatamente proporzionato alla versione femminile Azone e invece è più piccolo, basso.. un mingherlino! ^^
Probabilmente starebbe meglio in coppia con una femminuccia di misura S ma per il momento non ho intenzione di prendere altre bambole (soldini dove siete?).
Siccome in futuro vorrei provare a cucire dei vestiti anche per lui, non ho applicato le fasce sui pantaloni (toglierle e metterle ogni volta sarebbe un incubo) e così gli ho cucito a mano delle specie di scaldamuscoli.
Per Yuzuha ho fatto anche un primo abitino strapieno di errori (il corpo di queste bambole è davvero piccolo e complicato da gestire per cucire abiti su misura.. almeno per me...).
Il fiocco sul retro serve a camuffare degli obbrobri come anche le cuciture sulla gonna.. ^^
In qualunque caso me la sono più o meno cavata. Spero di fare meglio la prossima volta.

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